discussioni


Recentemente sono incappato in questo su Youtube, e francamente, mi é piaciuto un sacco.

Ho apprezzato molto l’ironia e le parodie utilizzate ma soppratutto il messaggio: oggi essere italiano medio (IM) é piú facile.

Cercare di capire quello che sta succedendo al nostro paese e soprattuo di reagire, é estremamente diffcile, parole di un esiliato. Da fuori si cerca di ricostruire l’italia che ci manca tanto, ma senza poter realmente avere un impatto diretto. Il sogno, restando quello di costruirsi una base per poter rientrare in Italia e aiutare a cambiare le cose con le nuove abilità.

La stima va a tutte quelle persone che hanno avuto il coraggio di restare e di lottare contro lo status quo e le persone che hanno contribuito a portare un paese al quasi collasso.

 

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<B>Somalia, fuga dall'inferno<br>viaggio nella città degli orrori</B>“Dopo 14 conferenze di pace, a quasi un anno dall’invasione
etiope e dai bombardamenti Usa, la Somalia precipita sempre
di più nel dramma”
 
“Per due ore ha trascinato per le vie del grande mercato di Bakara il
cadavere di uno dei sette soldati etiopici ammazzati dai ribelli al
governo di transizione. La notte prima era stato costretto ad assistere
allo sterminio della sua famiglia”
 
” Ciò che resta della popolazione passa il giorno barricato nelle buche scavate sotto il pavimento delle case”
 
“La Somalia è di nuovo sconvolta da una catastrofe umanitaria.”
 
“Chi resiste viene decapitato. Membra umane sono state appese in una macelleria, come lezione collettiva.”
 
Negli ultimi dieci giorni i fuggiti all’inferno di Mogadiscio sono stati oltre 250 mila.
 
“È scattata così l’ultima vendetta etiope contro il popolo somalo. Una settimana fa, infatti, dall’Etiopia sono arrivati altri 20 mila uomini e 52 carri armati con un ordine semplice: fare una strage, decimare la capitale, seminare il terrore e la disperazione in ogni zolla del Paese.”
 

Quello che sta succedendo in Somalia è qualcosa di talmente atroce che esula di qualsiesi commento. Unica osservazione, ho fatto alcune ricerche sul tema su testate americane(The NY Times) e britanniche (The Times, The Economist) e l’argomento sembra molto sminuito ed allegerito. A voi le riflessionei, di seguito il reportage completo.

(more…)

facebook1thumbnail.jpgQualche giorno fa un’interessante articolo sul Financial Times portò a galla il problema della privacy sui social networks, il titolo faceva già capire molte cose: “Non hai più dove nasconderti”. Il tutto fu scatenato da un impiegato di una università americana, il cui compito era quello di far mantenere il silenzio nella biblioteca.

Un giorno questo poveretto venne a conoscenza dell’esistenza di un gruppo su Facebook chiamato “Per tutti quelli che odiano il piccolo omino grasso della bilioteca”, e quando questo gruppo superò un certo numero di membri (ne ha più di 200)la sua vita cambiò radicalmente.

Fu spesso oggetto di bullismo, on e off-line, lui e sua moglie trovarono più di una volta i freni delle biciclette tagliati, andare al lavoro diventò insopportabile. Il punto è, che nonostante le ripetute lamentale al social network, e le denunce il gruppo rimase lì fino a quando il malcapitato non riusci aintromettersi nel gruppo grazie al figlio di un collega e cancellarne il contenuto personalmente.

Ad ogni modo il reale problema è cancellarlo non è una soluzione, siccome in 10 minuti può ritornare sotto un’altro nome, per di più quando il fondatore venne contatto per dare spiegazioni, si sbrigò ad affermare che lui aveva solo fondato il gruppo ma che non aveva niente a che fare con le sue inziative.

Altro esempio di spicco (more…)

Ormai navigo nella blogosfera da un pò di mesi, e solo ora mi accorgo di una triste verità: la blogosfera italiana è proprio piccola! Sono sempre quei 10, 15 nomi che compaiono dappertutto, che fanno gli interventi e scrivono le regole del gioco.

Nulla da dire su queste persone, che ritengo in tutto e per tutto ottimi e competenti blogger (perlomeno sicuramente più di me), la cosa però mi dà da pensare un pò, e in questo momento il sistema “blogosfera” mi sembra tremendamente chiuso. Nel senso che puoi partecipare liberamente fino ad un determinato punto, dopodichè devi passare la palla ai giocatori della prima squadra, che non vedono di buon’occhio se uno che non era con loro ai pulcini vuole giocare con loro…

Magari mi sbaglio, ma di persone nuove devo ancora vederne….

Ecco un video che spiega in modo molto intelligente perchè è meglio utilizzare le lampadine alogene piuttosto che i bulbi convenzionali. In breve le lampadine convenzionali consumano più elettricità e contribuscon maggiormente all’inquinamento, mentre le lampadine alogene durano di più e consumano meno elttricità contribuendo al risparmio di energia e risorse.

Buona visione!

e voi cosa pensate? meglio lampadine alogene o bulbi convenzionali?

Cosa vuol dire Net Neutrality? In poche parole è la libertà di poter accedere liberamente a tutti i contenuti web senza discriminazioni o preferenze ad uni rispetto ad altri. Quello che ci permette di consultare le notizie sul sito che preferiamo, o usare il provider Voip che più ci piace. Questa realtà sta ultimamente venendo messa in discussione dai grandi provider internet, come si può dedurre da un articolo della Reuters. Il duopolio dei servizi a banda larga che vede come protagonisti AT&T e Verizon, vuole poter decidere a quanto far pagare l’accesso a determinati contenuti e l’ampiezza della banda ad essi dedicati arbitrariamente. Ovvero mettiamo che il sito X sia affiliato di AT&T ma abbia contenuti di dubbia utilità, l’accesso a questo sito sarà rapido ed economico, mentre l’accesso al sito Y, magari (anche se non necessariamente), con contenuti interessanti o magari scomodi ad AT&T potrebbe essere lento, problematico ed adirittura costare di più. In poche parole (more…)

Come fa notare MCC Comcast ha Comcast, il più grande fornitore di connettività via cavo degli Stati Uniti ha chiuso l’accesso ai network di Bittorrent.

Qusto può creare un pericolo precedente alla net nutrality, ovvero la libertà su internet. Infatti la possibilità di esprimersi liberamente e di promuovere idee e opinioni è qualcosa che fa scomodo a molti. Basta vedere come funziona la rete in Cina, dove parola come democrazia non vengono trovate dai motori di ricerca e molti siti relativi a libeertà e diritti sono stati oscurati dal regime. Vogliamo che la rete globale sia sottoposta al controllo arbitrario dei net provider? Infatti se questo precedente si stabilizza alice, per esempio, potrebbe legalmente ridurre l’accesso a skype o gizmo per agevolare il consumo telefonico su rete telecom o tim. Per un’idea più dettagliata del potere dei net provider date un’occhiata al post di MCC.

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