london-tube-map.gifDa Lunedì uno dei peggiori incubi di tutti gli abitanti della capitale britannica si è avverato: cè stato uno sciopero della metropolitana. Da lunedì fino a venerdì mattina infatti 9 delle 12 linee di metropolitana saranno chiuse, al punto che le entrate alle stazioni sono state sbarrate. Dall’altro ieri insomma si è scatenato il caos più totale, ritardi impossibili sulle 3 linee di metro che ancora funzionano e lo spettacolo di vederrsi passare 2 o3 treni che non lasciano salire passeggeri perchè già troppo pieni. E la stessa cosa vale per gli autobus. I racconti di alcuni colleghi e amici rasentano il terribile. Milioni di persone in fila, i tempi di percorrenza per arrivare in ufficio si sono quadruplicati (questo quello che affermano i giornali), il che vuol dire che se normalmente ci si metteva 1 ora per arrivare in ufficio (la media è 40min) adesso ce ne voglio 4 !!! E per tornare a casa la cosa si ripete! Inoltre inutile pensare di prendere il taxi, durante le ore di punta ci possono mettere quasi di più che i mezzi pubblici. La cosa per fortuna la cosa mi colpisce relativamente, siccome ho diversi mezzi per raggiungere l’ufficio, e cerco di evitare l’ora di punta. Inoltre c’è stata una nuova iniziativa, per chi va casa un pò più tardi pizza e taxi sponsorizzati! Il clima in ufficio comunque non è cambiato molto siccome diversi colleghi usano la bici abitualmente (facendosi tranquillamente 20Km al giorno tra andata e ritorno – siamo un gruppo molto sportivo-) e abbiamo orari abbastanza flessibili.

I l motivo dello sciopero è la regolementazione di alcuni punti riguardanti le pensioni dei lavoratori. Insomma una volta tanto le notizie di grandi scioperi no arrivano dall’Italia. Lo sciopero ha causato enormi disagi a milioni di lavoratori, sta costando 50 milioni sterline al giorno allo stato ed è stato bollato dal sindaco di Londra, Ken Livingstone, come uno degli sciperi più inutili della storia.

Update: Sembra che il servizio di alcune riprenderanno anticipatamente mercoledì pomeriggio.

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