Un po’ datato ma sempre da divulgare.

Ricordate quel Paul Wolfowitz della banca mondiale? Si, proprio quello che si è dovuto dimettere (a mio parere giustamente, determinate cariche comportano responsabilità che uno si deve assumere) per favoreggiamento verso la sua fidanzata. Marco Travaglio utilizza lo scandalo per fare un’analisi su analoghi casi nostrani, che invece di generare scandalo producono tacita accetazione. Niente da dire su determinati casi, come dice Travaglio alcuni sono pure bravi, altri però non si sa proprio cosa facciano lí. Personalmente, non sono contrario alle raccomandazioni, purché siano meritate e giustificabili. Se ritengo che un mio conoscente sia la migliore opzione per una determinata posizione, non esiterei a raccomandarlo, poi però toccherà a lui dimostrare di essere all’altezza. Mentre invece detesto profondamente le raccomandazioni “a vuoto”, ovvero completamente slegate da vincoli di competenza, e basate soprattutto su parentela e clientelismo. Sono quest’ultime che portano a posizioni importanti individui mediocri e incompetenti, che null’altro fanno se non contribuire ad aggravare la situazione italiana.

Per dirla tutta, ho deciso di intraprendere una carriera nel privato perchè il pubblico (carriera diplomatica) è insostenibile, e come qualche insider mi ha fatto notare, ti può tranquillamente capitare di vederti scavalcato da qualcuno con dubbie capacità ma cognome comprovato (al Foreign Office questo non succede, ti tagliano subito le gambe). A quel punto se sei nel privato cambi, sei stai facendo la carriera diplomatica…non hai scelta. Fossi stato in un paese più meritocratico mi sarebbe piaciuto. In ogni modo anche per quanto riguarda il privato l’Italia a quasi gli stessi problemi (come viene dimostrato chiaramente nel video), e quindi ho deciso che una volta finito gli studi diffcilmente tornerò a lavorare in patria.

Il nepotismo ad ogni modo c’è dovunque, più o meno evidente. Me ne sono accorto ancora di più quest’anno al momento di trovare lo stage, molti miei colleghi senza neanche fare un colloquio avevono lo stage in compagnie dai grandi nomi, ambasciate ecc… poi chiaramente villaggio piccolo la gente mormora, e salta fuori che il papà di quello, il fratello dell’altro….e invece di fare 7 colloqui, una chiaccherata al telefono e puff! assunto. La differenza è che all’estero almeno hai più possibilità di dimostrare le tue qualità, a casa nostra se non hai “il gancio” non vai da nessuna parte, o se vai, vai molto ma molto più piano.

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